Ma davvero è vietato contenere la bolletta del gas utilizzando la combustione a legna? Forse no

Per risparmiare energia e tenere le bollette il più possibile sotto controllo, una valida alternativa potrebbero essere i caminetti e le stufe a legna, che i nostri anziani hanno sempre usato per scaldare gli ambienti e, in qualche caso, perfino per cucinare.

In vista dell’inverno ad esempio i vicini tedeschi hanno fatto scorta di legna, pellet, stufe elettriche e di qualsiasi altra soluzione che possa offrire un’alternativa più economica del gas nel riscaldare la casa. Anche in Italia c’è chi già sta sfruttando la vecchia stufa o il camino a legna. Ma, a differenza della Germania che da mesi spinge per l’utilizzo massimo di carbone e lignite, l’Italia è in leggera controtendenza e, nonostante gli inverni rigidi e ed i costi per le utenze impennati, rinnova qualche paletto di troppo, almeno per l’attuale emergenza rincari. Per scaldarsi con la legna bisogna seguire precise regole, altrimenti si rischiano multe da 500 a 5mila euro.

Le regioni Lombardia, la Toscana, l’Emilia-Romagna, il Piemonte e il Veneto infatti, ben prima che si parlasse di crisi energetica, hanno ritenuto che usare la legna come alternativa al gas o alla corrente elettrica sia dannoso per l’ambiente se non vengono rispettate alcune soglie di potenza al focolare. Addio, dunque, alle serate suggestive o alle cenette romantiche davanti al caminetto? Vediamo…

La norma riguarda gli impianti con potenza al focolare fino a 10kW (la Lombardia più prudente, 5kw) quindi possiamo dire che il divieto di utilizzo di camini e stufe a legna vale in pratica solo per quelli meno efficienti come, ad esempio, i camini aperti oppure le stufe “bruciatutto” più vecchie e, in ogni caso, quelle a cui il certificato attribuisca solo una, due o anche tre stellette. Ogni singolo impianto, che sia un inserto per camino ventilato, una stufa o una caldaia riporta sul proprio libretto la potenza in Kw e tanto basterebbe per una accensione serena al riparo da multe.

Oltre all’efficienza della combustione misurata in stellette (zero stellette sono attribuibili a un camino aperto nel quale l’85% circa del calore sale per la canna fumaria e si disperde e solo il 15% riscalda effettivamente l’abitazione), la normativa riguarda come anticipato anche il materiale bruciato. Gli impianti fino a 35 kw, ossia pressoché tutti quelli installati nelle singole abitazioni, possono utilizzare solo legna, pellet e simili che siano certificati di categoria A1 secondo la normativa UNI EN ISO 17225-2.

 

Quindi se sei in possesso di una stufa che ha fatto la seconda guerra mondiale, corri da Linea Fuoco in Via Colombo 4 a Fiesso D’artico (VE)  ad acquistare un modello recente, ad alta efficienza ma di basso, bassissimo inquinamento atmosferico e scaldati a costi contenuti!

La certificazione energetica di stufe e caminetti

Come per gli elettrodomestici, anche per stufe e caminetti a legna esiste una certificazione energetica.

La certificazione, chiamata «Aria Pulita», interessa stufe, camini e caldaie a pellet ad uso domestico con potenza, ripetiamo, inferiore a 35 kW e verifica la conformità rispetto alle emissioni e al rendimento. In particolare, classifica i generatori di calore tenendo conto di questi parametri:

  • rendimento;
  • emissioni di particolato primario (PP);
  • ossidi di azoto (NOx);
  • composti organici totali (COT);
  • monossido di carbonio (CO).

I generatori devono avere un’etichetta sulla quale devono essere indicati con un codice identificativo:

  • l’azienda produttrice;
  • l’anno di certificazione;
  • il numero progressivo dell’apparecchio certificato;
  • un QR Code che rimanda al sito della certificazione e all’elenco completo dei prodotti certificati con le relative informazioni tecniche.

Sulla base di questi parametri, stufe, caldaie e camini a biomasse di legna vengono classificati in questo modo:

  • 1 stella: ha il minimo indispensabile secondo la normativa;
  • 2 stelle: -40% emissioni pellet, – 46% emissioni legna;
  • 3 stelle: – 60% emissioni di polvere rispetto al mercato;
  • 4 stelle: -70% di emissioni rispetto ai prodotti ad 1 stella.

Divieto di utilizzo stufe e camini in VENETO

 

La delibera regionale n. 836/17 prevede che:

  • A partire da dicembre 2017, i generatori di calore con una classe di prestazione delle emissioni inferiore a 3 stelle non possono essere installati;
  • È vietato anche l’uso di generatori con una classe di prestazione delle emissioni inferiore a 2 stelle;
  • Fino al 31 dicembre 2019, possono essere utilizzati solo generatori con classe di prestazione delle emissioni pari o superiore a 4 stelle.

Essendo però previsto delle deroghe di carattere locale, è opportuno interessarsi se il proprio comune, non necessariamente montano, ha adottato misure meno restringenti.

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